Crescere - Beth Shalom Chiesa Evangelica Battista

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1 Timoteo 4.15
Adoperati per queste cose e dedicati ad esse interamente, affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti

La vita del cristiano ha molti ostacoli, tra i quali v’è la mancanza di progresso.
Chi tra voi ha un giardino, può averlo abbellito con dei nani da giardino.
Destano curiosità, ma sono comunque privi d’utilità.
Quando osservo queste rappresentazioni decorative, mi viene in mente un tipo di persone che frequentano [o fanno ufficialmente parte d’] una Chiesa locale.
Siano costoro “spettatori” delle riunioni di culto oppure impegnati nel ministero, non fanno “la differenza”, poiché non progrediscono.   
Le Scritture confermano v’è un periodo iniziale d’infanzia spirituale:
Come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, se davvero avete gustato che il Signore è buono (1Pi 2,3-4); 
Ed io, fratelli, non ho potuto parlarvi come a spirituali, ma ho dovuto parlarvi come a carnali, come a bambini in Cristo (1Co 3,1);
Infanzia che se dovesse perdurare, procurerà molto danno:
Infatti, dopo tanto tempo dovreste già essere maestri; invece avete di nuovo bisogno che vi siano insegnati i primi elementi degli oracoli di Dio; siete giunti al punto che avete bisogno di latte e non di cibo solido. Ora, chiunque usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è bambino; ma il cibo solido è per gli adulti; per quelli, cioè, che per via dell’uso hanno le facoltà esercitate a discernere il bene e il male (Eb 6,12-14); Fratelli, non siate bambini quanto al ragionare; siate pur bambini quanto a malizia, ma quanto al ragionare, siate uomini compiuti (1Co 14,20); Affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini (Ef 4,14).
Tutti dobbiamo progredire, perché se siamo nati di nuovo, allora vivremo di nuovo e dunque vi dev’essere crescita.
Mi rivolgo a quanti sono delusi dalle Chiese locali: è vero che la salvezza è personale, ma non deve giustificare una religiosità individualista (non si è “isole sperdute” ma parte d’un grande continente!).
Si cercano i doni dello Spirito Santo e ciò è giusto, a condizione che non venga meno l’amore (1Co 12,31; 14,1). 
Piuttosto che cercare la visibilità nel ministrare, occorre impegnarsi perché il nostro discepolato abbia un riscontro con tutti: Il frutto dello Spirito in noi va fatto gustare dal momento che l’esperienza nello Spirito comporta maturità e dunque crescita.

Amen!
 
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