Esegesi - Beth Shalom Chiesa Evangelica Battista

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PROCEDURE PRATICHE PER FARE ESEGESI

1) Delimitare il testo

Ogni Libro della Bibbia si può dividere in più parti
Ogni parte in più sezioni
Ogni sezione in più paragrafi o unità letterarie

L’unità letteraria è un piccolo brano che ha in sé un significato completo.

2) Collocare il testo nel contesto

Esistono diversi contesti del paragrafo:
Il contesto immediato: la cornice del paragrafo, la sezione in cui il paragrafo è inserito.
Il contesto ampio: tutta la parte dello scritto biblico in cui il paragrafo è inserito.
Il contesto del libro biblico
Il contesto della situazione
Il contesto semantico (quante volte ricorre una parola chiave).

3) Individuare il genere letterario e scoprire le intenzioni del testo.

Esistono diversi generi letterari:
Nell’A.T.
a) Formule stereotipate esistevano diverse formule che testimoniare diversi eventi della giornata: formule di saluto e di augurio per un matrimonio (Genesi 24.60; Ruth 4.10), auguri alla nascita (Genesi 35.17; 1 Samuele 4.20).; lamenti alla morte (Geremia 22.18).
b) Canti: esempi Numeri 21.17 ss.; Nehemia 4.4; Isaia 23.15;
c) Detti e proverbi (chiamati “mashal”) esempio Geremia 23.28
d) Enigmi Proverbi 30.15 ss.
e) Favole 2 Re 14.9
f) Letteratura sapienziale principalmente nel libro dei proverbi, esprimevano un tipo di sapienza popolare tradizionale che regola i rapporti familiari.
g) Racconto: esistono diversi tipi di racconto e possiamo elencarne alcuni:
h) Le Saghe: raccontano dei fatti storici ampliandoli di particolari, per esprimere un messaggio. Alcune saghe sono dette “eziologiche” perché tendono a spiegare l’origine di certi istituzioni, credenze, popoli circostanti, luoghi di culto, nomi località. Il carattere tipico delle seghe fa in modo che il lettore si immedesimi nel racconto ed impari, nello stesso tempo attraverso la saga viene mantenuta la continuità storica tradizionale della comunità.
i) Le Novelle: sono diversi racconti collegati, con diversi filoni narrativi e molti personaggi
j) Le Leggende: sono racconti in cui al centro c’è un significato esplicito religioso, al centro del racconto ci sono sacerdoti, profeti, santuari e feste. Sono racconti che vengono usati con uno scopo edificante (esempio le leggende delle storie dei profeti e le storie del libro di Daniele…)
k) Nella sfera del diritto esistevano due tipi di legge: il diritto “casistico” nasce dalla riflessione su alcuni casi concreti che accadono e sono leggi che prevedono per ogni singola situazione un comportamento. Le parole chiave sono “se” “allora”. Il diritto “Apodittico” invece sono singole sentenze emesse ed applicate in maniera incondizionata. Nel diritto ebraico le sentenze di condanna venivano eseguite immediatamente. Esiste un altro tipo di giudizio, espresso contro colui che non viene scoperto, il giudizio e la condanna di maledizione, non eseguita dagli uomini ma eseguita da Dio stesso.
l) Le parole dei profeti: esistevano due tipi di profeti, nell’antichità i profeti erano alla corte del Re, nei libri storici leggiamo alcuni episodi della vita dei profeti. In seguito il ministerio dei profeti si è esteso a tutto il popolo, ai capi religiosi, ai ricchi proprietari terrieri, ai capi del popolo: così sono nati i libri profetici. I libri profetici iniziano generalmente con la formula dell’inviato in cui il profeta viene chiamato al suo ministerio, in seguito il messaggio predicato contiene annunci di giudizio, condanna e salvezza.

Nel. N.T.
a) le Parabole: racconti immaginari. Le parabole non vanno interpretate in senso metaforico (cioè ad ogni illustrazione del racconto non deve essere dato un significato).
a) Nell’interpretazione delle parabole bisogna guardare la situazione che ha spinto Gesù a raccontarla, il paradosso, l’elemento fuori dal comune che Gesù illustra, il punto di paragone che Gesù vuole mettere in particolare evidenza.
b) La parabola ha un solo insegnamento finale, anche se sembra che possa dare più insegnamenti: è importante scoprire il centro dell’insegnamento
c) Le metafore e le similitudini
d) I detti del Signore (Loghia): singole sentenze, massime di esortazione
e) I detti con cornice narrativa: a volte alcuni racconti biblici di miracoli o avvenimenti servono da cornice o da contesto ad un detto che viene pronunciato.
f) I racconti di miracoli: a volte i miracoli sono raccontati per rafforzare un detto di Gesù, altre volte per mostrare la potenza meravigliosa di Dio, altre volte per essere di testimonianza a Gesù come Signore (particolarmente nel Vangelo di Giovanni), altre volte per testimoniare l’anticipazione del regno di Dio (nei Vangeli sinottici).
I miracoli non possono essere spiegati in sé stessi, ma devono essere interpretati come una testimonianza nel Signore che compie ogni cosa nuova.

Nelle lettere
g) La parte iniziale dei saluti è simile per tutte le lettere
h) Quindi segue una seconda parte chiamata ”proemio”, che inizia con “io ringrazio Dio…sia ringraziato Dio…ecc., che è simile per tutte le lettere
Queste due parti sono come delle formule stereotipate.
i) Inni e confessioni di fede: non sono verità astratte fuori dal tempo, ma hanno una intenzione polemica contro le accuse che venivano rivolte ai cristiani, ed hanno un a intenzione di testimonianza che fa riferimento ai conflitti ed alla situazione che si veniva a trovare la chiesa primitiva.
Gli inni intendevano esprimere uno stato d’animo di gioia o di sofferenza: i salmi sono soprattutto degli inni.
j) La diatriba nelle lettere talvolta si usa una espressione come se fossero due persone che dialogano tra di loro, ma è un artificio letterario.
k) La parenesi apostolica: le esortazioni che si trovano nelle lettere sono chiamate parenetiche e riflettono la concezione morale ed etica di bene e male, giusto e sbagliato della cultura circostante.
Nelle lettere vengono usati dei cataloghi di vizi e virtù e Tavole dei comandamenti domestici conosciuti nella cultura del tempo.
Gli scritti apostolici danno una motivazione più profonda alle scelte di comportamento insegnate dalla società.
i) Passi apocalittici: nati in una situazione di pericolo e persecuzione, alcuni scrittori scrivono evitando riferimenti storici espliciti, con un linguaggio simbolico.
Le caratteristiche dei brani apocalittici sono: una guerra tra il bene ed il male in cui vince il bene, gli elementi della natura sono protagonisti della storia.
Vengono usati numeri simbolici ed animali simbolici (non deve essere dimenticato che sono sempre simboli per testimoniare una fiducia nella vittoria di Dio).
L’intenzione dei passi apocalittici è di rianimare i credenti scoraggiati ed esortare ad una testimonianza fedele, sapendo del giudizio imminente di Dio.

4) Identificare la struttura – scaletta del testo

Identificare: L’introduzione
Lo sviluppo del discorso eventualmente su più punti
Le conclusioni

 
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