Pastori - Beth Shalom Chiesa Evangelica Battista

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1 TIMOTEO 5.17

Gli anziani che tengono bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che si affaticano nella predicazione e nell’insegnamento

La Parola per oggi esorta a considerare il nostro modo di considerare chi è impegnato nella conduzione e predicazione.
Si è scritto molto su come il pastore dovrebbe comportarsi con i membri, ma non il contrario, ragion per cui ci soffermiamo sul come la Chiesa locale deve rapportarsi coi propri conduttori.
Occorrono anni per essere un ministro di culto [almeno dal punto di vista accademico: servirà tutta la vita per essere un ministro di Dio] ma se le Facoltà Teologiche hanno corsi di formazione al pastorato, 
le Chiese locali dovrebbero fare “formazione continua” per essere di supporto ai pastori.
Qualcuno dice che sia sufficiente “il governo di Cristo” per la Chiesa locale.
Dico “Amen!” ma va detto che Gesù Cristo governa la Chiesa mediante il ministero universale e visibile:
Poiché il Signore, DIO, non fa nulla senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti (Am 3,7);
É lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori (Ef 4,11);
Per questa ragione ti ho lasciato a Creta: perché tu metta ordine nelle cose che rimangono da fare, e costituisca degli anziani in ogni città, secondo le mie istruzioni (Ti 1,5).
Ma come parlare di ministero nella Chiesa?
Paolo “ci viene in aiuto”, arricchendo il nostro “vocabolario”.
I Cristiani si dividono sul qualificare e quantificare i ministeri ecclesiali, ma concordano che la vita di Chiesa dev’essere funzionale dunque concreta, e pertanto organizzata.
La presidenza è forma di governo che non si riduce al solo culto d’adorazione: si presuppone quello che oggi chiamiamo Concistoro o “Consiglio di Chiesa”, 
a riprova che i primi cristiani riconoscevano l’opera dello Spirito con ordine e decoro (cf. 1Co 14,40).
Il doppio onore è anche di natura economica [non si tratta di un duplice salario, ma di rispetto unito al sostegno materiale]. 
Pur convinto che spesso i pastori e predicatori stipendiati rischino di finire ostaggi delle decime ed offerte loro parrocchiani, 
son consapevole che l’operaio del Vangelo può essere sostenuto (1Co 9,14; 2Co 11,8; 1Ti 5,18) 
ma il sostegno non va soltanto monetizzato! va pure concretizzato col giusto atteggiamento personale e comunitario.
Importante è operare il distinguo tra predicare ed insegnare. In molte Chiese essi rimangono sinonimi, e ciò non è bene. 
Non sempre chi predica sta insegnando: nella Chiesa primitiva si predicava a quei di fuori (At 14,3; 20,25; 28,31; Rm 10,14-16; 1Co 1,21; Cl 1,5; 1Te 2,13) 
e si ammaestravano i fedeli (At 2,42; Rm 6,17; 12,7; 16,17; 1Ti 4,16; cf. Sl 78,1).

A conclusione, vorrei chiarire un paio di cose:
(1)  Organizzazione non vuole dire sempre e comunque denominazione.
Il NT non parla di cattolici o protestanti, ma di cristiani e dunque membri di Chiesa, consapevoli che senza organizzazione, non può esserci azione;
(2)  La distinzione tra clero e laici non è biblica, ma si eviti di appiattire il discorso sui doni e gli uffici, dicendo che siccome tutti siamo sacerdoti “in Cristo”, possiam autogestirci nella vita di Chiesa.

I conduttori di Chiesa non sono qualcosa di scontato. 
Non ricordiamoci di loro solo in certe occasioni [battesimi, matrimoni e funerali, etc.] ma riconosciamoli parte del Corpo di Cristo, e doni che il Signore ci fa per la crescita nella fede.

Amen!
 
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